martedì 27 dicembre 2011

Nutrimento 2
Sharon era impegnata. In compenso, aprendo il frigo ho trovato dei pescetti e delle cozze che, impietosito di me stesso, mi ero comprato. Mi era passato totalmente di mente.
All'opera. Mi sono cucinato una bellissima (e spero buona) zuppa di pesce. E siccome questo diario sta diventando una specie di patetico manuale di resistenza alla solitudine, ecco la ricetta (spero tuttavia che non diventi un blog di ricette):
Ingredienti per una persona (fa piangere, non è vero?) comunque:
  • 200 gr di seppie, calamari o altri animali con i tentacoli
  • 1000 gr di cozze (avanzano, ma le vendono in retine da 1 kg)
  • 200 gr. di pesce da zuppa (scorfani, cocci, triglie, tracine etc.). Il pesce da zuppa si riconosce perchè è colorato, brutto e pieno di spine.
  • Pane secco, pomodorini - Ad libitum
zuppa
Bene. Si fa soffriggere, possibilmente in una terrina di coccio, (che non dovrebbe mancare mai ne ad un oste di una taverna di porto, ne ad un neo-single) aglio, prezzemolo ed un pizzico di peperoncino, ovviamente in olio extravergine.
NDR: non ho citato questi ingredienti, perchè senza questi non si va da nessuna parte e debbono essere sempre presenti in una cucina.

Imbiondito il tutto, si mettono dentro le seppie, totani, calamari, polpi o altri animali con tentacoli tagliati a pezzi. Si capisce che le seppie vanno eventualmente messe prima
dei calamari, e dopo i polipi. Questo è un dogma, non chiedete perchè. Andiamo avanti. Dopo qualche minuto, rosolati i cefalopodi, bisogna rinfrescarli con un po di vino (non dico il colore per non offendere). Messo il coperchio alla terrina e abbassato il fuoco, si può fare qualcos'altro (dove mai era finito quel mozzicone di sigaretta maledetto....).
Trascorsa mezz'ora, si deve procedere ad un'operazione che ai single piacerà poco (ma bisogna sforzarsi). Sporcare una seconda pentola. Qualsiasi tipo va bene. Ci si debbono mettere le cozze. Pulite. Questa è una cosa da veri uomini - non fidatevi di quella specie di lavatrice nella quale puliscono le cozze perchè altrimenti mangiate il bisso, quella specie di cima con la quale le cozze sono all'ormeggio sul fondo. Non divaghiamo. Cozze nella pentola e pentola sul fuoco. Alto. Cinque minuti (intanto le seppie cominciano a fare profumo), e le cozze si schiudono. Fanno tutto da sole. Dentro c'è il prezioso fondo per la zuppa. Ci siamo quasi. Tagliate i pomodorini a metà. Il taglio deve passare per i due poli. Non è una questione di geometria. In questo modo, i semi restano nei pomodori che altrimenti si svuotano. Sgusciate, ancora calde, 3/4 delle cozze, direttamente dentro la pentola in cui le avete cotte. Prendete i pesciolini, ed adagiateli dolcemente nella terrina. Aggiungete i pomodorini, ed il prezioso sughetto delle cozze di cui sopra. Coprite la pentola e lasciate cuocere ancora per 10 minuti. Nel frattempo (la vita è complicata e la cucina pure), tagliate due fette di pagnotta (anche secca) e tagliate di nuovo in due le fette. Mettete sul fuoco una griglia (le migliori sono quelle di ghisa, col fondo rigorosamente senza nervature). Quando è calda, metteteci le fette di pane. Con l'ausilio di un altro pezzetto di pane bagnato nell'olio, ungetele leggermente. Questo le lascerà croccanti, altrimenti il sughetto della zuppa le renderà simili al pancotto. Ed ecco il culmine. Prendete le fette di pane abbrustolite, e disponetele come l'elica di un sommergibile su un piatto di coccio. Metteteci su la zuppa (attenzione ai pesci che si disfano - vanno presi con due forchette con la massima delicatezza). Guarnite con le cozze (sgusciate e no). Spolverate con prezzemolo e pepe macinato al momento. Versatevi un bicchiere di vino, accendete (se non l'avete ancora fatto) la candela. Sedetevi e infilate la salvietta nel colletto della camicia (tanto siete soli). Il gioco è fatto. Sharon non è venuta, avete due pentole, due forchette, una griglia e un bicchiere da lavare. Ma la serata è svoltata. Vorrei davvero avere a cena un'amica, ma è a New York. 

Nessun commento:

Posta un commento