martedì 27 dicembre 2011

martedì, 15 novembre 2005

Partenza
Austin
Allora, ti muovi o no?
Devo scaldare il motore. L'Austin è vecchiotta....
E' più giovane di te.
Allacciati le cinture, piuttosto...
Lo sai che non le sopporto. Mi danno fastidio alle ali. Hai preso il trapano?
Si. Adesso lo uso, pure. Ma non stai mai zitto?
I pappagalli non stanno mai zitti, a meno che non abbiano la raucedine. Non sarà per questo che hai preso la macchina scoperta? A novembre, poi... Ma che idee ti vengono...
Potevi mettere la sciarpa. E' nel bagagliaio...
Si, così poi finisco come Isadora Duncan...
L'erba cattiva non muore mai.
Allora ci toccherà invecchiare insieme.
Appunto.
Carina questa musichetta. Ma andiamo da P., o nei Caraibi?
Chissà...  carichiamo il vecchio, poi si vede...
E dovrei mettermi in mezzo?
Potresti sempre volare sulla macchina...
Spiritoso... Parti, dai...
Appunti di viaggio
 Fuoco

La parte noiosa del mio viaggio sta per finire. Si dissolvono le fiere, corsi, conferenze....
 A parte un ultimo, piccolo impegno di lavoro, piano piano sto entrando, come i lupi mannari quando si fa buio, in quella specie di esaltazione fissata che mi prende sempre quando riesco a sganciarmi dalla quotidianità. Do un ultimo sguardo alla inutile (e incompleta) lista delle cose da fare e da portare con me. L'unica cosa importante che debbo ricordare è comprare un trapano nuovo per P. Glie lo hanno rubato qualche giorno fa, e so che deve fare dei buchi. Poi giù, verso sud. Persino la tangenziale sembrerà più bella. Il cavalcavia di Parma, come sempre, sarà il primo bivio ideale verso la costa. Ad Aulla finirà la nebbiolina, e poco dopo, dalle colline di Sarzana, finalmente si vedrà, il mare. E nella macchina, tra i gambali e le briglie, i biscotti per mia madre, il trapano per P. e i miei sogni, ci sarete anche voi, amici miei.
Racconterò di voi a P., davanti al fuoco, nella capanna o sulla spiaggia. E racconterò di lui a voi, al mio ritorno. A presto.
giovedì, 10 novembre 2005

Chiuso per ferie
Amici miei, mi assenterò per qualche giorno dal Bar del Porto per un viaggio. Naturalmente, il bar rimane aperto, e in buone mani. Ricordatevi soprattutto di spegnere il fuoco prima di chiudere, e se piove di mettere la pentola sopra il bancone, nell'angolo di sinistra. E soprattutto, non fate a pugni in mia assenza: non vale.
Un abbraccio a tutti, anzi, mille baci.....
Tornerò presto
Pietro
P.S. Ovviamente, il capitano viene con me. Ha messo già la sua sciarpa migliore.
The Road To Hell (Part I)

Stood still on a highway
I saw a woman
By the side of the road
With a face that I knew like my own
Reflected in my window
Well she walked up to my quarterlight
And she bent down real slow
A fearful pressure paralysed me in my shadow
She said 'son what are you doing here
My fear for you has turned me in my grave'
I said 'mama I come to the valley of the rich
Myself to sell'
She said 'son this is the road to hell'


On your journey cross the wilderness
From the desert to the well
You have strayed upon the motorway to hell


Un album altamente raccomandato per gli amici del bar. Quando l'ho acquistato, lo ho ascoltato a lungo, chiedendomi se mi avessero venduto un CD difettoso. Adoro i lunghi, eterei silenzi dei brani 1-5. In particolare, Road to hell è rimasto molto a lungo nelle mie "rotazioni". L'ho ascoltato centinaia di volte. Attaboy Chris!
 P.S.
anche se tutta la musica andrebbe ascoltata così, per questo brano è assolutamente indispensabile spegnere la luce, mettersi comodi, e chiudere gli occhi.....

opzioni: sigaretta, Scotch....

Whiskey
Okay so Leonard Cohen, Chris Rea, Mark Knofler, Johnny Cash, Tom Waits, Bob Dylan, Maryann Faithful and Stevie Nicks walk into a bar, a raspy voice calls out for a shot of whiskey. And the bartender, very confused, asks "Who said that?"
Chris

ChrisRea

Chris Rea


Dopo i racconti, anche la musica a puntate... Oggi vi tocca la prima parte di Road To Hell...
Con grandissimo piacere, vi annuncio che Chris, l'incotrastato "King of slide" torna a suonare la sua Stratocaster in Italia, al mitico Rolling Stone di Milano, il 26 febbraio. Naturalmente, quella sera il bar sarà chiuso. Ci vedremo li. Per i biglietti, penso siano gia aperte prevendite On-Line (es. Ticketone).
martedì, 08 novembre 2005

Rolleiflex
Ritratto
nona, ed ultima parte
E siccome lavoravo in camera oscura, per lungo tempo la luce del giorno non la vedevo proprio.
Un lunedì mattina di settembre (lunendì mattina era il mio "giorno" libero), andai al mio vecchio Istituto Tecnico, a salutare qualche professore. Mi faceva piacere che sapessero che mi ero sistemato. Così mi sentivo infatti: ma spesso, quando sembra che tutto sia tranquillo, e si vive un tran tran apparentemente immutabile, è il momento che qualche cosa cambia. Non stavo male, da B. Lo stipendio non era elevato, e non bastava quasi mai. Ma il lavoro mi piaceva, e lavoravo talmente tanto da non avere energie per trovarne un altro. Ogni tanto, quando proprio non ce la facevo più, mi chiudevo nel bagno del sotterraneo, e leggevo un Topolino delle vecchie raccolte che B. aveva messo da parte. Poi tornavo su, e rificcavo le mani nello sviluppo.Lui era molto lunatico, come tutti i geni. Ogni tanto, guardando le fotografie dei dilettanti stampate (che controllava una per una tutte le sere), ne trovava una troppo chiara, o troppo scura. Buttava tutto il pacco, e me le faceva rifare daccapo. Ma sapevo che mi voleva bene. Qualche volta, fantasticavo che un giorno mi avrebbe lasciato la baracca, come fa il Maestro col discepolo. L'arpia non la sopportava, e il figlio era uno stronzo. Beh, tornando alla scuola, incontrai il Professore di Elettrotecnica, nell'aula dei colloqui. Si era ritirato. A scuola mi incuteva tanto timore, ed ora era un ometto. Mi abbracciò, cosa che non mi sarei mai aspettato. Gli raccontai di me. Mi fece i complimenti. Gli chiesi se aveva notizie dei miei vecchi compagni. "Si", mi disse... Pugelli lavora con il padre, che ha una pellicceria... Assumma trasporta documenti per una banca,...e mi elencò diversi compagni, nessuno dei quali faceva il perito industriale, come me del resto. Poi si fece scuro in volto, e abbassando lo sguardo disse sottovoce "P.L., purtoppo, è morto...". P.L. era una leggenda. Era in un'altra classe, ma era stato mio grande amico. Era lui ad aver acceso nella nostra scuola la scintilla del 68, e lo avevo seguito nelle manifestazioni, nei collettivi, nelle assemblee, nelle riunioni segrete in cui si organizzava la rivoluzione... Si era sposato durante il quinto anno, perchè la sua ragazza era rimasta incinta. Scriveva libri di storia. Era un genio. Nonostante non riuscisse quasi mai ad andare a scuola, perchè la notte scriveva e il giorno spesso doveva star dietro al ragazzino, si era diplomato con 60/60, e i complimenti della commissione. Aveva lavorato troppo, ed era morto di infarto, mi disse sconsolato il professor T. "Peccato", disse, "era da poco stato assunto alla O., una grande azienda multinazionale". "Si era sistemato....". "Perchè non fa una domanda anche lei, piuttosto?", mi disse. Lo salutai, con l'amaro in bocca. Mi venne in mente l'ultima gita scolastica, con P.L., sulla Costa Azzurra. Si era innamorato di una francese, e tutto il pullmann dovette aspettare che i professori lo convincessero a salire, ricordandogli i suoi doveri di padre...


Le domande non erano il mio forte, come i concorsi. Ma la feci lo stesso. Fui chiamato per un colloquio dopo due mesi. Era pieno di gente. Cercavano una specie di rappresentanti, e promettevano una carriera fulminante per i giovani intraprendenti. Nella sala d'attesa, guardandomi attorno, mi sembravo il meno adatto per quel lavoro. Gli altri erano baldi giovani, giacca e cravatta, con l'aspetto e le phisique du role del commesso viaggiatore. Io avevo la faccia da fotografo.
Ero sicuro di non avere alcuna possibilità. Ma dopo un mese, mi arrivò un telegramma, che mi invitava a presentaremi a Firenze per un corso di formazione di sei mesi. Ero stato assunto.
La mattina del giorno successivo, lo dissi alla Signorina, con cui col tempo avevo preso un po di confidenza. Era molto eccitata. Poi lo dissi alla Signora. Non fece commenti.
B. si alzava sempre tardi la mattina. Ma lei lo andò subito a chiamare, per dargli la notizia. Poco dopo, la Signora attraversò la camera iperbarica, e mi venne a chiamare. Mi portò in silenzio in casa loro, nella quale non entravo mai, sino al bagno di B. La seguivo, cercando le parole.
Il Maestro si stava tagliando la barba, che curava sempre in modo perfetto. Mi fece impressione vederlo a torso nudo, con la faccia insaponata e un cerchietto che gli teneva i capelli. Visto la mattina, prima del "make up", sembrava più vecchio. Ed aveva le lacrime agli occhi. Mi disse "Così, se ne va....".
"Sapevo che sarebbe successo, prima o poi....". "Lei è un bravo ragazzo, vedrà che farà strada...". E piangeva. Si asciugò, mi portò nella sala di posa. In silenzio aprì l'armadio blindato, e come se prendesse in braccio un bambino appena nato, prese una Rolleiflex 2.8T, svolse come una piccola coperta la pelle di daino, e mi disse "questa è per lei". Ci abbracciammo, con la Rolleiflex in mezzo...

Grazie di tutto, Maestro.... Grazie per avermi insegnato a guardare,
a mettere a fuoco,
a distinguere il bianco dal nero, e le sfumature del grigio, a capire i colori, a credere in me. Non avere paura del buio. E' solo una camera oscura.
Grazie di tutto, B.